Oltre il Ruolo
Chi Era Mia Madre Prima di Me?
“You could still be, what you want to
What you said you were, when I met you”
Identità, Sacrificio e Riconciliazione
Queste parole racchiudono un desiderio di comunicazione profonda con mia madre, un tentativo di trascendere il rapporto formale di madre e figlio per riconoscerci come individui autonomi. Nel tempo, ho cercato di avviare un dialogo sincero con lei, una conversazione che non fosse vincolata dalle aspettative sociali, ma che ci permettesse di riscoprirci. Tuttavia, il linguaggio stesso si rivela spesso insufficiente a colmare il divario emotivo tra noi.
(Alla fine di questo testo troverai una lista di film consigliati per approfondire i temi trattati.)
L’Origine del Legame
Il nostro primo incontro avvenne il 23 ottobre 1992, intorno all’una di notte. Lei aveva ventotto anni, un’età ancora intrisa di possibilità, ma già gravata dalle pressioni esterne. Non so se in quel momento vedesse in me una speranza o una limitazione, un’opportunità o un vincolo. Ma ciò che è certo è che da quell’istante in poi, il suo percorso di vita sarebbe stato irrimediabilmente trasformato.
Fiducia e Costruzione dell’Identità
La fiducia nella propria capacità di autodeterminazione è un pilastro essenziale della crescita individuale, soprattutto per una donna costretta ad adattarsi a ruoli predeterminati. Riflettendo sul passato, attribuire colpe sarebbe una semplificazione ingiusta, un esercizio che riduce la complessità del vissuto di mia madre a una sequenza di scelte errate piuttosto che il risultato di una struttura sociale vincolante.
Anch’io, per lungo tempo, ho combattuto contro la mancanza di fiducia. È una condizione insidiosa che mina l’autonomia e compromette la capacità di prendere decisioni ponderate. Le mie insicurezze hanno spesso condizionato le mie scelte, portandomi a edificare su fondamenta instabili. Ogni fallimento sembrava cancellare ogni esperienza precedente, impedendomi di trasformare gli errori in opportunità di crescita.
Comprensione
Non sono padre, ma sto apprendendo il valore dell’ascolto nel contesto delle relazioni umane. Essere un amico, un compagno, un figlio presente significa sviluppare una capacità di ascolto autentico, in grado di trascendere il giudizio e favorire la comprensione reciproca. L’ascolto, in questo senso, è un atto di resistenza contro le narrative imposte, un mezzo per riappropriarsi della propria verità.
Oltre il Ruolo Materno
Miriam. Dare un nome a mia madre significa riconoscerla come individuo, liberandola dal peso dell’identità genitoriale imposta dalla società. I ruoli di madre e padre sono intrinsecamente connessi a costrutti culturali che spesso soffocano la dimensione personale dell’individuo.
Miriam ha vissuto in un costante stato di incertezza e bisogno di convalida. L’assenza di fiducia e riconoscimento l’ha portata a costruire una realtà alternativa, una narrazione in cui il dolore e il sacrificio erano giustificati da fattori esterni. Questa modalità difensiva non è insolita; molti trovano conforto nell’attribuire le proprie sofferenze a forze fuori dal proprio controllo piuttosto che affrontare la complessità del proprio vissuto.
Le Rinunce Come Standard Sociale
Mia madre è stata costretta ad aderire a un modello che le ha imposto di sacrificare parti essenziali della sua identità:
Non poteva essere moglie.
Non poteva essere lavoratrice.
Non poteva essere amica.
Non poteva essere passionale.
Non poteva viaggiare.
Non poteva coltivare passioni o interessi.
Non poteva.
Essere madre significava perdere sé stessa, accettare una condizione in cui ogni altra aspirazione veniva subordinata alle necessità familiari. Questo modello ha dominato generazioni di donne, privandole della possibilità di esistere oltre il ruolo di cura e servizio.
L’Impegno di una Vita
Eppure, nonostante tutto, ha cercato di fare il massimo con le risorse che aveva a disposizione. Si è laureata, ha viaggiato quando le circostanze lo permettevano, portandomi con sé. Ha instillato in me una passione per il cinema e la musica. Ha cercato di trasmettermi, nei limiti delle sue possibilità, una visione del mondo che andasse oltre i confini imposti.
Avrebbe potuto fare di più? Forse.
Aveva gli strumenti per riconoscere i propri limiti e riscrivere il proprio destino? No.
Ridefinire il Legame
Ho provato più volte a parlarle, in due occasioni particolarmente significative, di come potremmo trasformare il nostro rapporto, dissociandolo dalle aspettative sociali e ricostruendolo su basi più autentiche. L’intento non è quello di cancellare il passato, ma di utilizzarlo come strumento di comprensione reciproca. Tuttavia, il Samuele adulto si trovava a parlare con una Miriam madre del passato, e questa discrepanza rendeva il dialogo quasi impossibile.
Se accettiamo l’idea che la mente umana non percepisca il tempo in modo lineare, bensì circolare, allora tutto esiste simultaneamente: passato, presente e futuro si sovrappongono. In questo contesto, parlare con chi amiamo diventa un tentativo di reimpostare la narrazione, di immunizzarci dai traumi ereditati e di aprire lo spazio per una nuova comprensione.
Il Processo di Riconciliazione
Forse, in questa intersezione tra il tempo vissuto e il tempo percepito, si cela una possibilità di riconciliazione. Non una riconciliazione idealizzata, perfetta, ma una reale: basata sull’accettazione, sulla consapevolezza reciproca e su un amore che, pur imperfetto, continua a esistere.
Non si tratta di riscrivere il passato, né di negare il dolore. Si tratta di accettarlo come parte della nostra storia, senza consentirgli di determinare il nostro presente. Forse, in questo atto di accettazione, risiede la vera libertà: per me, per mia madre, per chiunque sia in cerca di una verità più ampia.
Saṃsāra
Compito per la settimana: riconoscete l’individuo oltre il ruolo.
Film Consigliati
Per chi volesse approfondire le tematiche trattate, ecco alcuni film che esplorano il rapporto madre-figlio e l'influenza dell’ambiente sulla formazione dell’identità:
Mommy (2014) di Xavier Dolan – Un ritratto intenso e brutale della relazione tra una madre e un figlio problematico.
Mother! (2017) di Darren Aronofsky – Un'allegoria potente sulle dinamiche familiari e il sacrificio materno.
Gummo (1997) di Harmony Korine – Un film disturbante che esplora l'impatto della povertà e della trascuratezza sull’infanzia.
The Florida Project (2017) di Sean Baker – Una rappresentazione delicata dell’infanzia in condizioni di marginalità e del legame tra una madre e sua figlia.
Boyhood (2014) di Richard Linklater – Un racconto che segue la crescita di un ragazzo e il ruolo della madre nel suo sviluppo.
Lady Bird (2017) di Greta Gerwig – Un’analisi sottile e realistica del conflitto tra una madre e una figlia adolescente.
We Need to Talk About Kevin (2011) di Lynne Ramsay – Un film devastante sul rapporto tra una madre e il figlio colpevole di un atto di violenza estrema.

